Allattamento prolungato: i pro e i contro per mamma e bambino

Scopriamo i pro e i contro dell'allattamento prolungato, sia per quanto riguarda la mamma che il bambino. Si tratta di una pratica consigliata dalla maggior parte degli esperti che ritengono non si affatto negativa e che, anzi, aiuti il bambino a crescere sicuro di sè favorendone l'autonomia. Tuttavia c'è anche chi sottolinea i possibili contro dell'allattamento prolungato. Cerchiamo di saperne di più e di scoprire quali sono i vantaggi e le eventuali controindicazioni.

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    Allattamento prolungato: i pro e i contro per mamma e bambino

    Scopriamo i pro e i contro per mamma e bambino dell’allattamento prolungato. Si tratta di un tema che suscita dibattiti perché se da un lato molti esperti ormai affermano che sia una pratica benefica e priva di controindicazioni per il bambino, c’è anche chi sottolinea alcuni contro. Tuttavia i vantaggi sembrano essere in netta maggioranza, sia per la madre che per il bambino: diversi studi per esempio hanno confermato che l’allattamento prolungato protegge dal rischio di cancro alle ovaie e al seno, mentre per quanto riguarda i bambini, non interferisce in modo negativo sulla loro autonomia, tutt’altro. Scopriamo allora pro e contro dell’allattamento prolungato.

    Pro dell’allattamento prolungato

    Secondo l’Oms l’allattamento prolungato è benefico e raccomandato fino ad almeno 2 anni di età. Fino ai 6 mesi in via esclusiva, in seguito integrato con i diversi tipi di cibi solidi.

    I pro sono infatti molteplici:

    • Il latte materno è completo e fonte di anticorpi utilissimi per la crescita sana del bambino.
    • L’allattamento al seno è benefico dal punto di vista psicologico per il bambino e non presenta controindicazioni dovute all’età. Il bambino che viene allattato a lungo si arricchisce perché si sente protetto e sicuro, esperienza che a parere dei pediatri favorisce la stima in se stesso durante la crescita.
    • L’allattamento prolungato diminuisce il rischio di tumore al seno e alle ovaie.
    • Il bambino è più protetto da infezioni e corre meno rischi di insorgenza di patologie immunomediate, per esempio diabete, sclerosi multipla, allergie.

    Ecco perché sempre più spesso gli esperti consigliano di offrire il latte materno finché il bambino lo desidera e diverse ricerche hanno dimostrato che i bambini allattati al seno su richiesta, verso i 3 anni di età lo abbandonano spontaneamente. Tuttavia anche chi tarda un po’, rimandando il momento verso i 4-5 anni, non corre rischi.

    Controindicazioni dell’allattamento prolungato

    Quali sono gli eventuali problemi per la mamma nell’allattamento prolungato? Premesso che non ci sono particolari controindicazioni nè dal punto di vista psicologico nè da quello prettamente fisico, i problemi possono riguardare semmai lo stato emotivo della madre.

    In alcune circostanze portare avanti l’allattamento prolungato, per esempio quando si lavora o si hanno altri impegni, può diventare estremamente faticoso per la donna. Difatti si parla spesso di allattamento prolungato e stanchezza perché allattare al seno comporta un certo sforzo e con l’andare del tempo molte donne non si sentono più in grado di reggerlo.

    Allattamento prolungato: quando smettere

    Smettere l’allattamento prolungato è assolutamente possibile, specialmente se la madre non si sente più a proprio agio o se magari, per fattori contingenti, non riesce a sostenere questo tipo di allattamento.

    L’importante è che la scelta dipenda da una profonda motivazione interiore e che non sia condizionata dai pareti contrari di altre persone. Ogni madre ha il diritto di scegliere in autonomia.