Allattamento e contraccezione, quale metodo scegliere

Contraccettivi

Durante l’allattamento una donna è di nuovo fertile, per questo la contraccezione è molto importante se non si desidera una seconda gravidanza ravvicinata. Molte neomamme, confidando sui racconti popolari che sostengono che allattare (almeno nei primi mesi dopo il parto), sia una sorta di contraccettivo naturale, non prendono subito delle precauzioni quando ricominciano l’attività sessuale. Un po’ come le nostre nonne, che per limitare le troppe gravidanze, avevano l’abitudine di allattare i loro bimbi ben oltre lo svezzamento, fino ai tre-quattro anni di età. Eppure, questo metodo anticoncezionale, non sortiva sempre l’effetto desiderato, proprio perché il fatto che il ciclo mestruale non sia tornato regolarmente non significa in automatico che non possa verificarsi un’ovulazione.

L’importanza della contraccezione durante l’allattamento

Dal punto di vista fisiologico, sappiamo che la produzione del latte materno, regolato da un ormone chiamato prolattina, ha anche il potere di inibire l’ovulazione, il che, però, non significa impedirla del tutto. Raramente, infatti, l’ovaio può produrre un ovocita che, se fecondato da uno spermatozoo, può dar inizio ad una nuova gravidanza. Soprattutto quando la neo mamma sia molto giovane, e gli spermatozoi del compagno particolarmente “attivi”, la possibilità di concepire un altro figlio a un mese dal parto è concreta. Perciò, è bene che la coppia stia attenta da subito, durante i primi rapporti sessuali, perché fare affidamento sulla infertilità momentanea conseguente all’allattamento non è saggio. A questo punto si impone la necessità di utilizzare un metodo anticoncezionale ma… quale scegliere, per essere sicure di non restare incinte ma, contemporaneamente, di non interferire con la produzione del latte e con il recupero della piena funzionalità ovarica e uterina? Vediamo le diverse opzioni.

Contraccezione durante l’allattamento: il preservativo

Il preservativo è un’ottima scelta: essendo un dispositivo esterno, non influisce sulla fisiologia femminile, e può essere utilizzato fin dalle prime settimane dopo il parto. Esiste anche il profilattico “rosa”, da applicare alla parete della vagina e dei genitali esterni.

Contraccezione durante l’allattamento: il diaframma

Il diaframma è un cappuccio in gomma, con un anello che va inserito all’interno della vagina, fino alla cervice, dove funge da barriera anti spermatozoi. Garantisce una protezione di circa il 90% se abbinato ad una crema spermicida. Simile al diaframma è il “cappuccio cervicale”, in silicone, da applicare al collo dell’utero. Sono due metodi che possono essere utilizzati non prima delle 6 settimane dal parto. Secondo alcuni ginecologi, però, il secondo dispositivo non è efficace per le donne che abbiano avuto un parto naturale, perciò meglio chiedere delucidazioni al vostro medico, prima di prenderlo in considerazione.

Contraccezione durante l’allattamento: la spirale (I.U.D.)

La spirale o I.U.D. è un dispositivo in plastica, che il ginecologo provvede a inserire all’interno dell’utero e che libera sostanze (innocue) che impediscono all’ovulo fecondato di annidarsi e dare così origine ad una nuova vita. Anche in questo caso, per l’applicazione della spirale è necessario attendere che l’utero abbia ripreso le sue dimensioni normali, il che avviene non prima delle 6 settimane dal parto.

Contraccezione durante l’allattamento: la pillola

Terminiamo il contraccettivo orale, la pillola, assai efficace ma con delle controindicazioni. La sua composizione, a base di ormoni che hanno lo scopo di impedire l’ovulazione, può interferire con la produzione del latte, perciò di norma viene sconsigliata. Da qualche tempo, però, esiste una valida alternativa, come farmaco per bocca: la “minipillola”. Contiene solo progesterone e in un dosaggio che non crea problemi, nè effetti collaterali e può essere assunta tranquillamente durante l’allattamento. Se non desiderate altri figli per un bel po’ di tempo, potreste anche farvi applicare (magari non proprio dopo i primi mesi dal parto) il nuovo dispositivo ormonale che si applica sottopelle, la cui efficacia è ottimale per circa 3 anni.

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Lunedì 21/05/2012 da

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