Allattamento a richiesta: pro e contro

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    Allatamento a richiesta

    Sulle modalità di allattamento esiste un dibattito vivo e acceso. Vengono spesso messi a confronto l’allattamento a richiesta e quello ad orari fissi: c’è chi afferma che sia sbagliato il primo e c’è chi dice, invece, che è indispensabile che un bambino possa esprimere liberamente il suo desiderio almeno per le poppate. Come per tutte le cose esistono pro e contro e molto spesso la verità sta nel mezzo, essendo comunque un argomento delicato e soggettivo. Bisogna ricordare che l’allattamento è un momento importante nella vita di un bambino ma anche in quella della mamma: trasmettere tranquillità e viverlo con gioia è estremamente importante.

    Come funziona l’allattamento a richiesta

    Questo tipo di allattamento è quello solitamente più usato, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino. Come funziona? Molto semplicemente: il bambino chiede il latte alla mamma nel momento stesso in cui ne ha voglia o bisogno. I vantaggi: innanzi tutto permette di non far attendere troppo il bambino e consente un continuo svuotamento delle mammelle. Alternando il seno, il bimbo si stacca da solo quando è sazio. Inoltre permette alla mamma di non dover contare il numero di pasti e l’intervallo tra un pasto e l’altro. Gli svantaggi: è sicuramente un metodo faticoso, soprattutto per la neo mamma. L’alternanza delle fasi sonno e veglia sono più difficili da gestire, il bambino soffre spesso di coliche e si rischia di creare una dipendenza al seno più psicologica che legata alla fame.

    L’alternativa all’allattamento a richiesta

    Fino a che mese è giusto allattare a richiesta? Non esiste una risposta giusta, come per tutte le cose così intime e delicate, è dovere della mamma capire quando è il momento di smettere. Sicuramente i primi mesi di vita del bambino, se si allatta al seno e non con il latte artificiale, è bene accontentare il suo bisogno di cibo nell’attimo stesso in cui lo chiede. Con il passare dei mesi invece, possiamo controllare che il bambino venga allattato ad intervalli regolari favorendo così un suo equilibrio personale e sorvegliando la sua nutrizione quotidiana. L’alternativa diametralmente opposta all’allattamento a richiesta è quello di allattare ad orari fissi. Questa è una tipologia di allattamento che nasce per cercare di dare la giusta quantità di latte al bambino ad intervalli prefissati durante il giorno, con poppate di circa 20 minuti. Il rischio è quello di nutrire il bambino “a comando”, senza che lui abbia la minima facoltà di decidere. Proprio per questo è molto spesso criticato come metodo.