Alimentazione bambini: l’OMS dice basta al cibo spazzatura

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    L’alimentazione bambini è un tema sempre molto caldo di cui discutono spesso genitori ed esperti. L’ultimo allarme arriva dall’OMS. L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha infatti deciso di diffondere dodici raccomandazioni per cercare di dire stop nelle scuole ad alimenti ricchi di grassi, zuccheri o di sale, come le famigerate merendine. Questo lavoro è stato fatto anche in vista della prima riunione dell’Assemblea Generale dell’Onu a New York, a settembre, che avrà come tema proprio quello della prevenzione e la lotta alle malattie non trasmissibili, come riportato da un responsabile dell’Oms, Tim Armstrong.

    Tutto parte dalla Norvegia, paese che ha voluto rendere più rigida la politica di produzione e commercializzazione degli alimenti considerati poco salutari, soprattutto per i bambini. Come spiegato dal responsabile del dipartimento della Sanità, Bjorn-Inge Larse “i luoghi che accolgono i bambini dovrebbero essere al riparo dalla commercializzazione di alimenti ad alto tenore di grassi saturi, di acidi grassi, zuccheri e sale”. Insomma, quello che sta a cuore agli esperti è in primo luogo la salute dei bambini.

    “Questi luoghi comprendono in particolare, ma non esclusivamente, gli asili, le scuole, i corsi di ricreazione, i centri di accoglienza prescolare, i campi da gioco, i dispensari che ricevono famiglie e bambini e i servizi di pediatria“, continua l’avvertimento dell’Oms.

    “I bambini sono esposti al marketing degli alimenti ricchi di grassi, zuccheri o sale, cosa che aumenta il potenziale delle giovani generazioni a sviluppare delle malattie”. Pensate che secondo l’agenzia dell’Onu, le malattie cardiovascolari, il cancro, le malattie respiratorie croniche e il diabete porterebbero a 35 milioni di decessi all’anno e l’80% di questi decessi avviene nei Paesi a basso o medio reddito. Davanti a questi dati, fa impressione sapere che circa 43 milioni di bambini non ancora scolarizzati nel mondo sono obesi, sovrappeso e quindi a rischio malattie.