Adozione possibile anche per genitori di un bimbo disabile

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    Adozione bimbo disabile

    Un’adozione è sempre un grande atto d’amore, ma ancora di più se già un bimbo disabile è presente in famiglia. Proprio come può accadere in modo naturale a qualunque coppia di genitori, che dopo uno o più figli sani ne arrivi un altro affetto da qualche forma di disabilità (o il contrario) e venga accolto con lo stesso amore e cresciuto nel modo migliore possibile, le mamme e i papà possono ora sperare di veder accolte le loro richieste di adozione anche qualora in casa ci sia già un figlio con handicap. Si tratta di una sentenza storica, la cui importanza deve essere sottolineata. Il fatto riguarda una famiglia del varesotto, alla cui richiesta di adozione internazionale il Tribunale dei Minori di Milano aveva dato un primo parere negativo. Ora la sentenza è stata ribaltata in Appello.

    Adozione, la storia di Elena e Patrick

    La coppia in questione è quella formata da Elena (36 anni) e Patrick (38), entrambi con un lavoro, sposati dal 2004 e genitori di un bambino di 6 anni, affetto da epilessia e sindrome di Dravet. I due avevano quindi inoltrato domanda di adozione internazionale dopo aver ricevuto il parere favorevole dello psicologo della Asl, dei Carabinieri e dei Servizi Sociali. Tuttavia il Tribunale competente, ovvero quello minorile di Milano, accogliendo le istanze del Pubblico Ministero, aveva dato parere negativo con questa motivazione: “La coppia, già gravata dalla malattia del figlio naturale, non può essere gravata anche da problematiche e rischi che l’adozione internazionale potrebbe comportare”. Senza tener minimamente in contro che, invece, proprio il fatto di trovarsi a gestire una situazione difficile come quella della disabilità di un figlio, ha temprato questi genitori rendendoli molto più consapevoli e in grado di affrontare situazioni stressanti sotto il profilo educativo e soprattutto affettivo, emozionale. Ecco perché, ora, questa prima sentenza negativa è stata ribaltata, tanto che ora l’adozione sarà possibile per questa coppia, e forse anche per tante altre famiglie con le medesime condizioni.

    Adozione con figlio disabile, l’ok della Corte d’Appello

    La nuova sentenza che ha concesso l’ok per l’adozione a Elena e Patrick è arrivata dopo un ricorso della coppia che è stato gestito dall’avvocato Rosa Cervellione, Presidente della Associazione italiana Epilessie. Appellandosi alla Convenzione ONU sulla discriminazione di persone con disabilità, l’avvocato è riuscita a far “riflettere” la Corte d’Appello, che ha quindi rovesciato la prima sentenza, affermando che: “…appare fondata su una concezione statica e assoluta, per così dire, della disabilità come malattia, anziché come condizione risultante dall’interazione tra il disabile e tutto quanto lo circonda”. Inoltre, analizzando il singolo caso (e quindi conoscendo di persona Elena, Patrick e il loro bimbo Niccolò), i giudici hanno speso parole di ammirazione nei loro confronti, riconoscendone il diritto legittimo a sperare in una adozione. “Appaiono capaci di affrontare le rilevanti difficoltà connesse all’adozione internazionale, perché consapevoli della complessità dell’essere genitori, preparati alla diversità e in grado di assumersi il disagio e la sofferenza di cui il minore da adottare è spesso portavoce per vicende dolorose – di abbandono, di abusi, di estrema povertà – vissute lontano, vicende che a volte restano per i genitori ignote per lungo tempo e che però segnano la crescita e la relazione”, hanno dichiarato. Una bellissima vicenda che siamo lieti di raccontare, anche per dare speranza a tutte quelle coppie che si trovino in analoghe situazioni e non sappiano se è il caso o no di combattere per essere considerati degni di adottare. Sicuramente ne vale la pena.