Adozione negata a coppia con mamma non vedente. La storia di Maria e Rocco

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    Adozione negata mamma non vedente

    La storia di Maria e Rocco è quella di un’adozione negata. Motivo? Ufficialmente, una non meglio specificata inidoneità, ufficiosamente, sospettano gli aspiranti genitori, la condizione di handicap di Maria, non vedente. Vediamo di ripercorrere le tappe di questa amara vicenda, con la speranza che possa concludersi in modo più positivo per tutte le parti in causa. Maria e Rocco Pascale sono due coniugi che non possono avere figli, e quindi si rivolgono al Tribunale dei Minori di Salerno per cominciare l’iter burocratico che li dovrebbe portare a poter adottare un bimbo o una bimba.

    Per sei anni si sottopongono a tutte le prove e, finalmente, dopo un primo stop, vengono dichiarati “idonei all’adozione, previa effettuazione di un percorso di perfezionamento alla genitorialità”. La gioia della coppia è immensa, finalmente potranno coronare il loro sogno di maternità e paternità. Subito, infatti (parliamo del 7 maggio scorso) vengono convocati dal tribunale dei Minori dell’Aquila per l’affido preadottivo di una bambina di solo 2 mesi, Giulia.

    La coppia parte con tutto l’armamentario necessario, passeggino, carrozzina, pannolini, vestitini ecc. ecc., convinta di ritornare a casa con la loro nuova figlia. Una volta giunti in loco vengono accolti dal Giudice del Tribunale dei minori, che si congratula con Maria e Rocco e porge loro i migliori auguri per la nuova avventura genitoriale, dopodiché, è già tempo di andare alla casa-famiglia dove si trova Giulia, per conoscerla e prelevarla. E qui, qualcosa si inceppa.

    Alla casa-famiglia viene loro comunicato che possono sì, vedere la piccola, ma non portarla via e che, anzi, devono ritornare dal giudice del Tribunale dei Minori perché c’è un contrordine. In effetti, come conferma il giudice scusandosi, un problema c’è, e pure insormontabile: nel Decreto di idoneità, in realtà, c’è scritto proprio il contrario, e che, quindi, Rocco e Maria non possono prendere in consegna la bambina e, anzi, sono tenuti a restituire la copia del Decreto precedente in quanto non valido.

    Con tante scuse arrivederci. Ma la coppia non ci sta, questo repentino dietrofront privo di motivazioni valide, puzza tanto di discriminazione. I due vengono invitati a desistere dal fare causa e dal divulgare ai Media la vicenda, invito declinato. Non solo i coniugi Pascale scrivono una lettera ai giornali, ma, attraverso la mediazione dell’Unione Italiani Ciechi (e del presidente Tommaso Daniele), fanno approdare tutta la documentazione relativa al loro caso al Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna. Staremo a vedere, intanto, teniamo le dita incrociate per Rocco, Maria e la piccola Giulia.