Adozione nazionale: costi, statistiche e come funziona in Italia

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    L’adozione nazionale, una strada impervia ma non impossibile. Una scelta di grande generosità, che permette ai genitori di accogliere un figlio e a un piccolo senza mamma e papà di avere una famiglia in grado di dargli un educazione e una casa, ma soprattutto tutto l’amore e l’affetto che merita. Ecco qualche informazione utile sui costi, le statistiche e come funziona in Italia, i requisiti da avere e l’iter da seguire.

    Come funziona in Italia

    L’adozione nazionale prevede un percorso piuttosto lungo che implica una buona dose di convinzione e buona volontà degli aspiranti genitori. Sia perché è necessario rispettare alcuni requisiti fondamentali per poter adottare un bambino nel Bel Paese, sia perché i tempi necessari spesso sono abbastanza lunghi.

    I passaggi fondamentali per arrivare al traguardo, cioè l’adozione di un piccolo da accogliere in famiglia, prevedono l’effettuazione di una domanda al Tribunale dei Minorenni, che ha validità triennale, e che deve includere una serie di documenti, l’affidamento pre-adottivo e, solo in ultima istanza, la dichiarazione di adozione. Ma vediamo meglio e in modo più approfondito tutti i passaggi.

    La domanda di adozione, da presentare al Tribunale competente, deve includere: il certificato di nascita e lo stato di famiglia dei coniugi richiedenti; la loro dichiarazione dei redditi o la busta paga se si tratta di lavoratori dipendenti; il certificato del casellario giudiziario, che attesti la presenza o meno di carichi pendenti; il certificato del medico di base attestante il loro stato di salute; la dichiarazione di assenso all’adozione rilasciata per iscritto dai nonni – da sostituire, in caso di decesso degli stessi, con il relativo certificato di morte.

    In caso di esito positivo della domanda di adozione, il Tribunale concede un minore in affidamento pre-adottivo alla coppia richiedente per un anno – con possibilità di proroga per un altro anno o di revoca. In casi particolari, è possibile che si verifichi il collocamento provvisorio che, invece, non ha tempi certi. In ogni caso, è prevista la presenza e il controllo costante da parte dei servizi sociali competenti territorialmente e incaricati dal Tribunale.

    L’ultimo passaggio è la dichiarazione di adozione, il decreto di adozione emesso dal Tribunale competente che sancisce l’ingresso ufficiale del minore nella famiglia adottiva. Da questo momento, il minore diventa a tutti gli effetti figlio legittimo della coppia.

    I requisiti

    La coppia di aspiranti genitori, per poter intraprendere il percorso dell’adozione in Italia deve rispettare alcuni requisiti. Innanzitutto deve trattarsi di coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni – o, in alternativa, in grado di dimostrare che hanno convissuto per almeno un triennio. La differenza di età tra adottanti e adottato deve essere di minimo 18 anni e massimo 45 anni. Da non sottovalutare l’importanza della valutazione dell’idoneità delle mamme e dei papà adottivi – affidata ai servizi sociali e ai professionisti competenti – che devono dimostrare di essere in grado di crescere, educare e mantenere i figli.

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