Adozione a distanza: come funziona e cosa fare

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    L’adozione a distanza è un gesto bellissimo che vi consente di aiutare i bambini in difficoltà nei paesi più poveri del mondo, senza però allontanarli dalla loro famiglia o dalla loro comunità. Donare è molto semplice: dovrete contattare un’associazione che si occupa di sostegno a distanza che vi illustrerà tutti i programmi e le azioni che voi potrete sostenere. Con un piccolo contributo annuale, un bambino, ma anche una classe o una famiglia, potranno vivere in modo dignitoso. I bambini che hanno possibilità di studiare infatti, una volta adulti sono in grado di aiutare la loro comunità e, per questo, di migliorare il mondo il cui vivono.

    Cosa fare per adottare a distanza

    Come dice il nome stesso, l’adozione a distanza vi permette di supportare un bambino dall’altra parte del mondo con un piccolo contributo economico: ovviamente le associazioni che organizzano queste donazioni vi terranno costantemente aggiornati sui suoi progressi con l’invio di lettere e testimonianze della sua vita. Chiaramente, il consiglio, prima di scegliere un’associazione a cui affidarsi, è quello di esaminare e di chiedere la documentazione che attesti il fatto che i soldi dei donatori servano effettivamente per scopi benefici: non è infrequente purtroppo trovare truffatori che ingannano chi vuole aiutare gli altri. In questo senso le organizzazioni più famose e strutturate sono una garanzia, ma non dimenticate che esistono anche piccolissime realtà che fanno grandi cose per chi soffre e ha bisogno di aiuto. Il sostegno a distanza inoltre, in base alle prassi delle varie associazioni, può essere destinato ad un solo beneficiario, ad una famiglia, al villaggio, all’ospedale, alla scuola, all’orfanotrofio in cui vivono i bambini. Sostenere un piccolo dall’altra parte del mondo, significa provvedere alla sua istruzione, a migliorare la sua salute e, per i bambini senza famiglia, anche all’accoglienza presso istituti. Inoltre, in moltissimi casi, è anche possibile verificare con mano i frutti del proprio sostegno: molte associazioni infatti organizzano dei viaggi per permettere ai donatori di conoscere i beneficiari delle loro donazioni. Da non sottovalutare anche il fatto che chi dona può godere di alcuni benefici fiscali: i privati possono detrarre le donazioni secondo la normativa a favore delle ONLUS che consente di detrarre dall’imposta lorda il 19% dell’importo donato, fino ad un massimo di 2.065,83 euro (art.15, comma 1 lettera i-bis del D.P.R. 917/86) o dedurre dal reddito le donazioni, in denaro o in natura, per un importo non superiore al 10% del reddito complessivo dichiarato, sempre nella misura massima di 70.000,00 euro annui (Decreto Legge 35/05 convertito in Legge n. 80 del 14/05/2005).

    Come funziona l’adozione a distanza

    L’adozione a distanza prevede quindi di dare il vostro contributo per un progetto che può migliorare la vita di un bambino e della sua famiglia. Per associazioni come Save the Children ad esempio, pianificare un’adozione a distanza significa studiare un piano d’intervento a lungo termine, collaborare con le famiglie per garantire veri cambiamenti nelle vite dei bambini. Quando sottoscrivete l’adozione, il vostro nome sarà abbinato a quello di un piccolo di vari paesi come Mozambico, Malawi, Egitto, Bolivia, Mali e Nepal. Avrete quindi a disposizione una scheda informativa ed una fotografia del bimbo, oltre alla spiegazione del progetto in cui è inserito. Sarete costantemente aggiornati sui miglioramenti del piccolo e potrete anche scrivergli lettere o andare a trovarlo. Grazie a Coopi invece, con meno di 1 euro al giorno potrete garantire ad un bambino cibo, salute, istruzione e protezione, aiutando anche la sua famiglia e la sua comunità. Anche in questo caso potrete seguire la sua crescita e i suoi miglioramenti e grazie al vostro contributo gli garantirete il diritto alla salute, all’istruzione, al gioco e al tempo libero. Attualmente grazie a Coopi sono oltre 2.600 i bambini sostenuti a distanza grazie ai 28 progetti realizzati in Etiopia, Haiti, Perù, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Sierra Leone e Uganda.