Aborto, la Spagna vuole riformare la legge sull’interruzione di gravidanza

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    L’aborto sta facendo discutere la Spagna, perché il nuovo governo Mariano Rajoy vuole rimettere mano alla legge approvata due anni fa da Zapatero. La modifica che vuole introdurre è relativa al consenso obbligatorio dei genitori (o di un tutore) per le interruzioni di gravidanza delle minorenni. Stando a quanto emerge dai dati Acai, da quando è stata approvata la legge nuova, le ragazzine che decidono di abortire non sono aumentate, ma l’87 percento di loro ha scelto di non informare i genitori.

    I dati Acai, Associazione di Cliniche accreditate per l’interruzione volontaria di gravidanza (Acai), si basano sugli aborti fatti nei loro centri. Le ragazzine che hanno deciso per l’aborto sono, in Spagna, poco più del 3 percento nel 2011, rispetto a un 4 percento nel 2009. Ciò dimostra che la Legge non ha incrementato i numeri.

    Quello che preoccupa è che l’87 percento ha deciso di non dire nulla a mamma e papà. Per chiarezza, sono giovani di 16-17 anni (le più piccole devono comunque essere accompagnate dai genitori). Secondo i professionisti che hanno coordinato il rapporto, in tutti i casi di mancanza di consenso si è trattato di adolescenti in situazione di semi-abbandono, minori ospitate in centri di tutela o ragazze che hanno subito abusi in casa.

    Ecco quindi la controversa questione. E’ giusto o non è giusto, obbligare queste ragazze a ottenere il consenso? “La minore ha bisogno di un appoggio chiaro e definitivo di un adulto per prendere una decisione tanto importante”, assicura il presidente della Omc, Juan José Rodriguez Sendia. Voi cosa ne pensate? Fateci sapere lasciando un commento.