Aborto, 6 ginecologi su 10 sono obiettori in Lombardia

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    L’aborto è destinato a diventare una cosa sempre più rara, in Italia, ma soprattutto in Lombardia. In questa Regione, infatti, il 60 percento dei ginecologi e degli ostetrici è obiettore. Il picco massimo è nell’azienda ospedaliera Sant’Antonio Abate di Varese, dove i non obiettori sono appena 2 su un totale di 23. Insomma, le questioni etiche stanno davvero facendo i grandi i numeri. Questi dati sono stati resi pubblici da Chiara Cremonesi, gruppo Sel in Consiglio regionale lombardo, sulla base di una rilevazione della Regione effettuata nel 2011. Ma vediamo meglio la situazione.

    Al secondo posto dopo Varese, troviamo le città di Como e di Sondrio. In questi due centri abbiamo solo 3 medici non obiettori su un totale di 26 e 19 operatori rispettivamente; Poi, al terzo posto c’è l’ospedale Niguarda di Milano. Qui troviamo 20 obiettori su 24, al quarto posto l’ospedale di Cremona (4 non obiettori su 19) e, al quinto, Treviglio (con 4 su 28).

    Potremmo continuare, ma analizziamo la questione anche da un punto di vista diverso. Oltre ai ginecologi ci sono gli anestesisti: anche loro fanno obiezione di coscienza (nel 42 percento dei casi). La stessa cosa vale per gli infermieri (il 43 percento). Chiara Cremonesi ha dichiarato: “In Lombardia si registrano situazioni al limite della legalità in cui non si garantisce la salute della donna, insieme a un suo diritto. Con tassi così alti di obiezione di coscienza viene minata anche la stessa funzionalità dell’ospedale”.

    Ma c’è di più. In Italia si è registrato un calo complessivo degli aborti, grazie anche alla diffusione degli anticoncezionali. Il numero di interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg) in Lombardia è sceso da 19.700 aborti nel 2009 a 18.959 del 2010.