16enne muore soffocato dal panino durante la ricreazione, sotto shock compagni e insegnanti

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    Panino killer Michele Contini

    Michele Contini è morto in un modo assurdo, durante la ricreazione, mentre consumava il panino che doveva costituire la sua merenda di metà mattina. Un innocuo panino imbottito, che è diventato incredibilmente, e senza che nessuno potesse riuscire ad evitare il peggio, il suo killer. La tragedia è avvenuta in pochi minuti, Il 16enne, che frequentava la seconda classe dell’Istituto Industriale di Monserrato (Ca), tra una chiacchiera e l’altra con i compagni di classe aveva appena addentato il suo panino, e immediatamente è diventato prima paonazzo e poi terreo, perché il boccone gli aveva bloccato le prime vie aeree.

    Gli amici si sono resi subito conto della difficoltà di Michele e del pericolo che stava correndo, e così hanno chiamato aiuto. I docenti sono allora accorsi tentando in tutti i modi di liberare la gola dello sfortunato alunno ma non sono riusciti nell’intento, e così, quando l’ambulanza è arrivata per portarlo al pronto soccorso, e anche i sanitari hanno cercato di fargli espellere il bolo, il ragazzino era già privo di conoscenza. Il decesso è sopraggiunto davvero in quella manciata di minuti dell’ora più attesa da tutti gli studenti, la ricreazione.

    I compagni e i professori sono rimasti letteralmente shockati, sia per la rapidità con cui la tragedia si è consumata, sia per il non essere riusciti ad evitarla, pur essendo intervenuti con grande solerzia. La scuola, nella giornata della morte di Michele Contini avrebbe dovuto rimanere aperta nel pomeriggio per i colloqui docenti-genitori, ma la preside comprensibilmente ha fatto chiudere per lutto, in segno anche di rispetto per il dolore atroce della famiglia di Michele.

    “Era un bravo ragazzo, è arrivato quest’anno da noi, era allegro e sereno”, così lo descrivono i suoi insegnanti, e di più non riescono a dire. Una vicenda terribile che lascia sbalorditi e angosciati. Tutti i nostri pensieri e il nostro appoggio, per quel che serve, vanno perciò a quella mamma e a quel papà che dovranno affrontare il Natale senza il loro figlio, e a quei professori e compagni che hanno visto un ragazzo morire tra le mura scolastiche senza poter fare nulla per impedirlo.